Home | Chi siamo | Cosa facciamo | Perché siamo nate | Spiritualità | La nostra storia | Libreria | Fondatore | Famiglia Paolina | Preghiere | Archivio | Links | Scrivici | Area Riservata | Webmail | Mappa del sito

 

CON MARIA COSTRUIAMO PONTI

 

Nel corso dell’anno verranno sviluppate, utilizzando questo spazio della Circolare dedicato a Maria SS.ma, tematiche legate al dialogo interreligioso, finalizzate ad arricchire la nostra conoscenza su questi temi talvolta poco conosciuti, focalizzando, soprattutto, l’attenzione sul ruolo che la Vergine occupa nei diversi culti. Pertanto, dopo brevi cenni storici che ci aiutino a comprendere i tratti salienti della confessione religiosa che stiamo sviluppando, nonché le motivazioni che sono alla base di talune separazioni o rotture con la Chiesa cattolica, approfondiremo la figura di Maria nella dottrina e nella vita di questi nostri fratelli. Da questa indagine potranno emergere discrepanze, che nella verità della narrazione evidenzieremo, senza, tuttavia, perdere di vista l’obiettivo che ci prefiggiamo e che consiste nel cercare principalmente, e laddove sia possibile, ciò che ci unisce. Ricchi di fascino, inoltre, ci appaiono gli inni, che riporteremo, con i quali la Madonna è da altri pregata, o i titoli con cui è invocata. Attualizzando, inoltre, questi temi faremo riferimento ad eventuali incontri che hanno visto la partecipazione dei rappresentanti delle divere confessioni religiose confrontatisi con noi cattolici. Inizieremo col prendere in esame il ruolo occupato da Maria nella Chiesa ortodossa, ben compendiato nel termine greco Theotòkos, ossia colei che generò Dio; gli ortodossi, infatti, venerano la Madonna in quanto Madre di Cristo, vicina a Dio come nessun’altra creatura: “Maria è il dono più idoneo che possa giungere a Cristo dalle file della nostra umanità caduta”. La devozione ortodossa, inoltre, nella preghiera, evita formule o espressioni sentimentali che tratteggino Maria SS.ma come “più indulgente” del Figlio, poichè Lei prega insieme a noi. Proseguiremo, poi, considerando le Chiese non Calcedonesi, (chiesa assira o caldea, sirogiacobita, armena, copta d’Egitto, copta d’Etiopia), ossia quelle comunità cristiane che si staccarono dalla Chiesa cattolica in seguito al Concilio di Calcedonia il quale nel 451 aveva affermato la presenza in Cristo di due nature, umana e

divina, “senza confusione, senza mutazione, senza divisione”. Queste Chiese nutrono una profonda devozione per la Vergine. Oggetto di attenzione sarà anche il rapporto di Maria con i teologi della Riforma, che negavano la capacità di intercessione e di mediazione della Vergine dal momento che, non avendo l’uomo la possibilità di salvarsi con le sue opere, a maggior ragione nessuna creatura era in grado intercedere per un suo simile. Verrà anche affrontato nel corso dell’anno il legame di Maria con la Chiesa valdese, nella quale troviamo, nonostante le diversità presenti con la Chiesa cattolica, qualche definizione di Lei come testimone singolare della parola di Dio, credente gioiosa, sorella nella fede. Nel rapporto con gli anglicani emergerà, inoltre, che già nel 300 l’Inghilterra era nota in tutta Europa come la “dote di Maria”; essi nella loro liturgia cantano: “O più alta dei Cherubini, più gloriosa dei serafini, guida le loro lodi, alleluia! Tu, portatrice della Parola eterna, la più misericordiosa, magnifica il Signore, alleluia!”. Interessante sarà, infine, cogliere il legame di questa nostra Madre con le religioni islamiche, buddiste ed induiste; basti pensare che il nome Maryam è l’unico nome proprio femminile citato esplicitamente nel Corano. Nel culto buddista, invece, un ruolo particolare è occupato dalla figura di Koan-Yin, dea della misericordia, vergine protettrice della fecondità, che secondo la leggenda rifiutava di andare nel Nirvana (Paradiso) dei Buddisti poichè attendeva che vi entrassero prima tutti gli uomini del passato, del presente e del futuro. Oggi, nell’Oriente di tradizione buddista, Maria ha preso il posto di Koan-Yin. L’immagine della Madonna è, altresì, presente anche nelle case private e nei templi degli induisti; si racconta che nell’anno santo del 1950 e successivamente in quello mariano del 1954, indetti da Pio XII, la statua della Madonna di Fatima fu portata in pellegrinaggio in India riscuotendo grandi consensi. Il santuario di Gudivada dedicato a Maria ancora oggi è frequentato da non cristiani che offrono alla “bianca Signora”, fiori, candele e frutti per grazie ricevute. A conclusione di questo excursus introduttivo su Maria, ponte e luogo di incontro tra le diverse confessioni religiose, riportiamo alcuni stralci tratti dagli inni di sant’Efrem di Siria (IV secolo), che la Chiesa assira considera suo massimo dottore, cantore, soprattutto, dell’estasi della Madre di fronte al Figlio appena nato: “Poichè il tuo concepimento è nuovo e il tuo parto un miracolo, senza lo Spirito, chi potrà cantarti?”. “Ecco una voce nuova ribolle in me”. “Mi ha portato il bimbo che io porto”. “Oh caste anelate al mio amato, affinchè egli dimori in voi! E anche voi, impure, perchè vi santifichi! E anche voi, Chiese, perchè vi adorni”. “O bimbo vergine, ti sei rivestito dei segni della verginità di tua madre e sei uscito con essi. Tu mi sei bimbo, sposo, figlio e Dio!”.

Carmela P.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Alle radici della fede, vol. I, Maria Madre di Gesù, Editrice Saie, 1985. http://books.google.it/

 

torna su